Yamaha T7 2018: Dual Sport di nuova generazione, una miniera d’oro

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Yamaha T7: Mettiamola sul piedistallo

L’abbiamo vista ad EICMA 2016, in video a dir poco suggestivi e, a dirla tutta, l’abbiamo anche già guidata. O meglio, abbiamo messo le mani su MT-07 e Tracer 700. Manca la XSR, vero, ma il nuovo modus vendendi della Casa a Tre Diapason prevede un’impostazione di tipo automobilistica. Fondamentalmente quindi, motore e quant’altro non sono più appannaggio di un modello quanto di un’intera gamma. Moto simili, ma non tanto da essere trasformabili l’una nell’altra. A cambiare sono sospensioni, sovrastrutture ed erogazione.

Il cuore però -certo, in questi casi si dice ampiamente rivisto- rimane lo stesso: bicilindrico frontemarcia da 700cc, Euro4 e con fasatura Crossplane. Quasi 75CV, quasi 68Nm di coppia ed una spensieratezza da due ruote a pedali (biciclietta) sono le sue principali caratteristiche. La moto per divertirsi, viaggiare ed andare al lavoro insomma, motivo per cui MT-07 ha da subito riscosso un successo spaventoso.

Il frontale a dir poco aggressivo della Yamaha T7 Concept

Ecco perché chi viaggia da molto, ne ha cambiate tante e cerca ancora quella perfetta (non c’è!) ha sgranato gli occhi alla presentazione della Yamaha T7. Gionata Nencini, dopo aver constatato che la sua Honda Transalp da 300.000 chilometri non avrebbe più retto il colpo, cercava di spiegare al pubblico quant’è brutto desiderare qualcosa che ancora non esiste.

Motore dai costi contenuti, peso sui 160Kg e prezzo intorno ai 6.500€ cercano di portare tutti in una direzione. La moto è una cosa bella, ma semplice: Qualcuno deve averci convinto che necessita di costare più di un’utilitaria ed averne in comune quantomeno la cilindrata -se non addirittura la dotazione elettronica- ma una volta (dicono) non era così. Una volta ti sporcavi le mani, carburavi, perdevi viti e bulloni, sistemavi con le fascette, cambiavi la candela, stuccavi i carter.
Magari non sarà proprio così con la nuova T7, l’iniezione (che ora sta arrivando anche sui 2T) farà il suo, ma l’idea rimane quella. La stessa che ci si aspettava da Honda con l’ultima Africa Twin. Che è stata sì l’ennesima maxienduro a guardarci dall’alto delle sue vendite, ma  non è riuscita ad essere lamoto pronta a tutto e a tutti.

Yamaha T7, il video di presentazione

La speranza è che con la T7 un fuoristrada mediamente impegnativo diventi facile da gestire almeno quanto una lunga trasferta. Immaginatevi il gusto di sdraiare la moto su di una pietraia, rompere una leva e sostituirla con 6,95€ grazie a qualche venditore online.

La libertà di andare in moto infondo è anche questa; non la paura di graffiare il carter motore di un preziosissimo SUV a due ruote pagato quanto un’automobile. Se poi non avrà cupolino e strumentazione da Rally poco importa, chi ne avrà bisogno potrà di certo comprarlo a parte. In questo senso Yamaha ha fatto un buon lavoro con la XT660 Teneré, che però non ha convinto fino in fondo a causa di una forcella anteriore un po’ cedevole ed un motore -derivato da Minarelli- con 48CV, anche troppi in fuoristrada ma mai abbastanza nei lunghi tragitti. Il monocilindrico poi, almeno per quanto riguarda innati pregiudizi, è più delicato di un BI.

Il Bicilindrico della Yamaha T7

Ora ad Iwata non sbagliano più. Presentazione via Concept l’anno precedente, teaser ammorbanti durante l’estate e modello definitivo ad EICMA 2017, con le prime vendite a marzo 2018. Un ruolino di marcia che porta l’hype a dismisura, paragonabile alla settimana di rubinetto chiuso nel mercato dell’eroina.

Ecco, abbiamo messo la Yamaha T7 sul piedistallo ancora prima di salirci, di provarla, di soppesare un po’ tutto quello che potrebbe essere.

Anche in Austria KTM è al lavoro per portare al pubblico qualcosa di simile, che avrà -tiriamo ad indovinare- più potenza, qualità costruttiva e costo. Ma a noi la giapponese andrebbe più che bene.

Se le aspettative verranno ripagate o meno, questo è presto per dirlo. Intanto però, ci sono tutte le possibilità che Yamaha stia scavando in una miniera d’oro, pepite da 6.500€ l’uno. In periodi di crisi, ovviamente, è il modo giusto di fare affari.

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