Fantic Caballero 500, regina di EICMA 2016

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Eicma, dopo anni di sofferenze, ha portato qualcosa di nuovo. Il nuovo Fantic Caballero 500 è solo il simbolo di quello che, si spera, ci stiamo preparando a vivere nel mondo delle due ruote. Una lenta ma costante ripresa, che parte dagli appassionati ed arriva alle case -in denaro, senza troppa poetica- le quali riprendono aria e tornano ad investire in maniera più coraggiosa. Il ciclo riparte, perché la nuova Yamaha R6 venderà, lo farà la Supersport di Ducati e si spera anche il nuovo Fantic da 500cc. 

Il Caballero 500 è stato presentato con la frase dove tutto ha avuto inizio, sufficientemente chiara a far capire a chi è rivolto. Non potrebbe essere altrimenti, è un tributo a chi di anni non ne ha meno di quaranta. Ed infatti la cilindrata invita a chi aveva scordato la sua passione a tornare in sella, accarezzando quelle corde dell’adolescenza che più son coperte e più fanno rumore quando vengono suonate. Magari il Fantic lo aveva l’Agostini della scuola e per gli altri rimaneva un sogno, magari invece è un sogno di quelli che non sono come sembrano. Poi è il tempo a spostare i suoi tasselli, annebbiando i ricordi più brutti esaltando i più piacevoli.

La Cinquecento, con il due tempi che dominava in MotoGP e tutto ciò che ne consegue, è una cubatura che al tempo avrebbe scatenato non pochi timori reverenziali. Così il nuovo Caballero ammicca, e lo fa anche a chi ne ha solo sentito parlare dai genitori. Perché la linea esce dallo schermo con la stessa facilità con cui, si spera, uscirà dalle concessionarie. Allo stesso modo, il motore da 42CV può essere guidato anche da chi ha la patente A2, rendendo meno faticosa l’attesa per gli appassionati. Perché se un’altra moto per l’A2, parliamoci chiaro, risulterebbe un ripiego di passaggio, il Fantic Caballero 500 ha linee abbastanza curate per farsi amare seppur con i suoi limiti.

Le colorazioni della versione Scrambler, anch’esse evocative, si sposano bene con il doppio scarico Arrow 1 in 2 e con la tabella da regolarità sulla fiancata. D’obbligo poi il tassello, che con ogni probabilità verrà messo a confronto più con i sanpietrini che con sterrati veri.

è davvero una bella cosa che Fantic abbia ripescato il mito, con un’operazione nostalgia che funziona anche per chi quei tempi non li ha mai vissuti. Eicma, quest’anno, qualche regalo lo ha fatto. 

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