Alex Rins, in Suzuki con Davide Brivio, parla della MotoGP 2017

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Alex Rins è una faccia nuova per la MotoGP, ma non lo è per il paddock. Un ragazzo sveglio e solare direbbero i professori, di quelli che qualcosa per vincere una gara se lo sanno inventare. Classe 1995, Rins corre nel mondiale dal 2013, anno in cui ottenne da subito risultati spaventosi sulla Estrella Galicia 0,0.

Lo spagnolo non ha ancora vinto un mondiale, ma ogni anno ci è andato davvero molto vicino. Nel 2016 ha chiuso al terzo posto, rimanendo però a giocarsela fino alle ultime battute con Johann Zarco e Thomas Luthi. I giapponesi della Suzuki e Davide Brivio hanno deciso di replicare la mossa, ovvero prendere un esordiente con la voglia di dominare, e metterlo su di una moto che possa farlo esprimere. Con Vinales sembra aver funzionato fin troppo bene, e Alex non sembra intenzionato a fare peggio.

Dopo il primo giorno in MotoGP però, durante i test di fine campionato a Valencia, Rins è stato protagonista di una brutta caduta che l’ha costretto ad una lunga fase di recupero.

Alex, come hai passato il tuo periodo di riabilitazione?

è stata piuttosto dura. Ho passato un mese intero col busto, provando un po’ a riposarmi, perché gli infortuni alla schiena sono qualcosa che dev’essere preso con calma. L’incidente è stato strano, perché sono caduto io e poi un paio di giri più tardi è caduto anche Andrea Iannone -che adesso è il mio compagno di squadra- esattamente nello stesso punto. Abbiamo cercato di capire qualcosa guardando le telemetrie, ma non abbiamo trovato niente. Ho preso la stessa traiettoria di sempre, l’anteriore si è bloccato e l’ho perso praticamente subito.

Tra le enormi differenze con la Moto2 cosa ti ha impressionato?

La MotoGP è molto più fisica di quanto lo sia la Moto2, me ne sono già accorto a Valencia. Quando ho finito il primo giorno di test ero stanco, ed ho cambiato il mio modo di allenarmi per essere un po’ più forte, in modo da riuscire a gestire meglio la mia Suzuki.”

Per il 2017 ti sei dato qualche obbiettivo in particolare? Solitamente i piloti si pongono sempre dei traguardi…

“Da quello che ho visto a Valencia, il mio obbiettivo dev’essere quello di vincere il titolo di Rookie of the Year e battere i piloti con cui correvo in Moto2. Questo è quello che voglio fare al momento. Magari quando avrò fatto più giri in sella potrò pensare ai primi 15, i primi 10…sinceramente non ne ho idea.”

La rivalità con Maverick Vinales è però forse più forte di quella che hai con gli altri esordienti della MotoGP, cosa ne dici?

“Ovviamente avrò molta pressione addosso con il fatto che vado a rimpiazzare Maverick alla Suzuki. Oltretutto ho sempre corso contro di lui, con belle sfide nelle categorie inferiori. Ah, poi sapete che anche quando Maverick ha lasciato la Paginas Amarillas HP40 mi ha ceduto il suo posto, quindi c’è sempre stato un bel confronto tra noi due. Spero che la cosa continui anche in MotoGP, ma dovrò fare due stagioni incredibili nei prossimi anni. Proverò ad avere gli stessi successi che ha avuto lui, o magari a batterlo”.

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