MotoGP, Michelin e la gomma della domenica: l’ombra del mondiale

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Michelin e la gomma della domenica

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Il Mondiale MotoGP 2017, tutto da ricominciare

Mavercik Vinales vince due gare consecutive dominando su tutto il weekend di gara, Marc Marquez cade in Argentina e si trova a più di trenta punti di distacco. La proverbiale pressione schiacciante, derivata dal fatto di dover fare i conti con uno più giovane. Valentino resiste, ma rispetto al compagno di squadra ha qualcosa in meno. Ducati non è pronta per esserci, Suzuki nemmeno.

Questo almeno fino al Texas. Austin ci ha dato diverse conferme -dalla Honda alla Ducati- ma, soprattutto, ha riaperto il mondiale. Quello che sembrava il meno accreditato è in testa alla classifica, quello che pareva infallibile è caduto ed il padrone di casa ha chiuso la porta in faccia agli ospiti. Ogni anno ad Austin è la stessa storia, si pensa fino all’ultimo che questa volta Marquez non stringerà il toro per le corna. E invece.

E invece si parla tanto, tantissimo delle Michelin. La polemica in realtà è scattata in Argentina, quando si pensava che il costruttore francese avesse portato una carcassa più rigida all’anteriore su richiesta di Rossi. Specialmente la decisione della Race Direction di non rendere disponibile quest’ultima scelta ha fatto scattare un primo campanello d’allarme, quello del bar sul passo montano.

Piero Taramasso, responsabile Michelin del progetto MotoGP, ha chiarito che dopo il Qatar sono stati molti i piloti ad aver chiesto una copertura che desse più sostegno in staccata, inclusi -oltre ad Andrea Iannone- Marc Marquez e Cal Crutchlow, che con la Honda hanno nella frenata uno dei loro punti di forza. Pedrosa ad esempio, troppo leggero per montare lo pneumatico con banda gialla, non aveva nessun interesse nel chiedere un passo indietro da parte di Clermont-Ferrand.

Una caduta inspiegabile ed un passo gara fuori controllo

MotoGP, la gomma truccata

Tra blog e chiacchiere quello di cui si è parlato nelle scorse gare, prima di Austin quindi, è il miracolo della domenica firmato Valentino Rossi. Non è pretattica -altrimenti in Argentina non sarebbe passato in Q2- e nemmeno il setting di Maverick Vinales a farlo andare forte. Stesso discorso si potrebbe dire per quest’ultimo, che dopo due gare a punteggio pieno cade come se niente fosse dopo un paio di giri, con una chiusura dell’anteriore inequivocabilmente marchiata Michelin.

Questi sono, principalmente, i motivi che fanno credere ad un trucco del costruttore francese in accordo con Dorna, che starebbe (in questo caso) nel dare una gomma fallata a Vinales in fuga nel mondiale ed una particolarmente funzionale a Rossi quand’è in difficoltà. In questo modo si riaprono i giochi, la gente paga per vederli e la leggenda del pilota di 38 anni che tenta il decimo titolo può continuare. Ma, per fortuna, non è così.

La teoria del complotto

Noi guardiamo le corse perché sono imprevedibili, che poi è lo stesso motivo per cui non ci scommettiamo. Perché succedono cose alle quali è difficile credere, perché c’è sempre della magia. Negli anni passati, quando il motomondiale non era in regime di monogomma, Michelin offriva degli pneumatici specifici ai piloti dei team ufficiali -non solo a Rossi- che rendevano più facili alcune cose. Da qui si è cominciato a parlare di gomma della domenica, mondiali truccati e via dicendo. Peccato che sia la stessa cosa che succede oggi con l’elettronica. Sarebbe come a dire che Rossi vince ancora perché la centralina della sua M1 è più affinata di quella degli altri. Lo è se pensiamo a Johann Zarco e Jonas Folger, piloti del Team Satellite, non lo è più se pensiamo al compagno di squadra o alla Honda HRC. Con le Michelin era lo stesso.

Valentino Rossi e Michelin, la gomma della domenica
Oggi si parla ancora degli pneumatici speciali indirizzati a questo o quell’altro carrello. Più volte, lo scorso anno, (tutti) i piloti si trovarono a cadere in gara in maniera strana, quasi sospetta. Perché con le Bridgestone eravamo abituati diversamente, la chiusura dell’anteriore era solo sintomo di un’entrata troppo violenta in curva. Le Michelin no, a partire dal comportamento in gara e continuando con il metodo di costruzione, più artigianale se vogliamo.

Prendendo in prestito un discorso fatto per chi pensa che l’atterraggio sulla luna sia una farsa, proviamo a ragionare sui complotti d’alto livello. Puoi trovare una partita a poker truccata, una partita a calcio truccata, ma la MotoGP è una cosa diversa.

Quando ci sono tante persone coinvolte in qualcosa, prima o poi qualcuno avrà voglia di parlare. Pensiamo all’ultimo dei meccanici Michelin che deve portare la gomma buona nel box giusto, a chi la deve produrre o a chi corre il mondiale in una squadra che non viene mai aiutata. Il meccanico Michelin ricatta Nicholas Goubert, chiede un aumento del genere scena-dell’ufficio-in-Fight-Club e si porta via qualche milione di Euro per non parlare. Non è umanamente possibile, questo tipo di bugie hanno le gambe troppo corte. Non è nemmeno possibile che la Honda, potenza massima nelle politiche del mondiale, permetta che gli si faccia una cosa del genere sotto gli occhi.

Pensiamo a quando, ad esempio, ha spinto insieme a Yamaha per abolire le ali su cui Ducati aveva un vantaggio, riempiendosi la bocca con parole sulla sicurezza.

Bisogna lasciar perdere queste cose, questo pensiero che sussurra sono troppo intelligente per cascarci che fa pensare che aerei lancino scie chimiche e che qualcuno ha spinto un pulsante -si, c’è chi ci crede- per scatenare il terremoto in centro Italia così da guadagnare nuovi appalti. Una tristezza infinita, come pensare a quei bambini che rischiano la morte grazie a genitori anti vaccinisti.

La verità è che Valentino Rossi è un fenomeno, malizioso e brutale di certo, ma è e resta un fenomeno. Maverick Vinales non è da meno, ma ricordiamoci che anche lui è un essere umano che ha il diritto di sbagliare.

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